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reggiseno ed emancipazione femminile

Reggiseno ed emancipazione femminile

Esiste un nesso tra il reggiseno e l’emancipazione femminile?

Il reggiseno è stato spesso visto come uno strumento di tortura inventato per soggiogare le donne attraverso la restrizione e la sessualizzazione del corpo. In realtà stiamo parlando di un capo pensato per le donne proprio dalle donne.

Come è nato il reggiseno?

Il primo indumento simile a un reggiseno risale all’Antico Egitto, si chiamava “kalasiris” ed era un vestito stretto sostenuto da due cinghie ed esponeva il seno dandone sostegno.

La rappresentazione del reggiseno come oggetto di repressione maschile risale all’Antica Roma. Per gli antichi romani, infatti, i seni grandi non erano particolarmente attraenti, quindi molte donne si fasciavano il seno per comprimerlo e renderlo meno importante.

Nel Rinascimento le donne iniziarono a indossare corsetti che spingevano il seno verso l’alto, oggetti molto scomodi che rendevano molto difficili i movimenti.

 

Quando il reggiseno diventa simbolo dell’emancipazione femminile?

Nell’era vittoriana, grazie al lavoro delle riformatrici dell’abbigliamento femminile dell’Inghilterra del tardo XVIII secolo, il corsetto fu sostituito dal reggiseno.

Quindi l’invenzione del reggiseno può essere vista come rappresentativa dell’emancipazione femminile. Questo perchè permetteva alle donne di poter svolgere attività che non sarebbero mai state possibili con un corsetto, come per esempio andare in bicicletta. Tuttavia, questo era per lo più limitato alle classi sociali più alte.

È solo nell’ultimo secolo che il reggiseno è diventato disponibile per le masse. I reggiseni sono diventati più versatili, comodi ed economico, insomma, in linea con l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro.

Negli anni ’60 il reggiseno divenne però i vero simbolo di emancipazione femminile. In questo periodo, infatti, alcune femministe denunciarono i reggiseni come una “invenzione ridicola”, usata per comprimere e sessualizzare il corpo femminile. È di questo periodo l’immagine iconica scattata durante una protesta contro un concorso di bellezza di Miss America,  della “femminista brucia-reggiseno” in cui un gruppo di donne ha gettato stracci, rossetti e tacchi alti in quello che chiamavano il “cestino della libertà”.

L’idea era quella di buttare simbolicamente via gli oggetti che opprimevano le donne, i passanti venivano invitati a partecipare e una giovane donna si tolse il reggiseno da sotto la maglietta lanciandolo tra grandi applausi.

L’obbiettivo ultimo era quello di permettere alle donne di scegliere se indossare o no il reggiseno senza conseguenze sociali negative.

Il reggiseno ha continuato a svilupparsi nel 21° secolo: reggiseni con ferretto, modellanti, imbottiti, ma anche impreziositi da pietre preziose dal valore inestimabile.

Dalla sua prima comparsa, il reggiseno ha vissuto quindi molti cambiamenti.

Ma oggi le donne si sentono effettivamente libere di decidere se indossare o non indossare il reggiseno?

Le donne con un seno abbondante scelgono il reggiseno con il pretesto di alleviare i dolori di schiena, ma è davvero l’unico motivo? Le ragioni sono tante, ma la maggior parte delle donne basa la scelta su due fattori: l’estetica e l’abitudine.

Una discreta quantità di donne, però, decidono di indossare il reggiseno per evitare sguardi o commenti indiscreti. Ricordiamo infatti che nel 2019, l’attivista Carola Rackete venne fortemente criticata sulle pagine dei giornali italiani per la sua scelta di non indossare il reggiseno in pubblico.

Se ne deduce quindi, che la scelta di non indossare il reggiseno comporta una percezione negativa proprio per chi non lo indossa. Questo si verifica sia per le donne con un seno piccolo, ma ancora di più nel caso di donne con un seno abbondante, perché l’assenza del reggiseno ne mette in risalto le forme ma soprattutto i capezzoli che sono coloro che generano più dibattito, dibattito che ovviamente non avviene con i capezzoli maschili.

Seni e capezzoli, rappresentano quindi una delle principali forme di repressione del sistema patriarcale tanto che nemmeno le mamme che allattano in pubblico sono dispensate da critiche.

Il reggiseno può essere indubbiamente un indumento molto comodo in certi contesti, come ad esempio lo sport o l’attività fisica, ma più frequentemente assume i connotati di costrizione atta al raggiungimento di un ideale di donna apprezzato dal  genere maschile. 

Per molte donne sembra che il reggiseno sarà quindi necessario fino a quando decideranno di sottostare a canoni estetici che la società impone proprio attraverso sguardi e commenti  non richiesti, e fin tanto che non arriverà il momento in cui l’immagine di bellezza prestabilita verrà abbattuta e le donne diventeranno padrone del loro corpo.