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Giugno: mese del pride

Giugno è il mese del pride, dedicato alle celebrazioni  ufficiali  dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+, della quale fanno parte persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e, solo dagli ultimi anni, Queer (un termine generico usato per indicare coloro che non sono eterosessuali o non sono cisgender, ovvero persone la cui identità di genere corrisponde al genere e al sesso biologico), Intersessuali e Asessuali.

Il “+” sta a indicare tutti gli altri generi meno definibili. Per un’inclusione totale, nel segno dell’uguaglianza di genere.

Si legge un po’ dappertutto la storia della nascita di questa manifestazione. Come tutte le celebrazioni per l’acquisizione di un diritto, anche le manifestazioni per l’orgoglio LGBT nascono da un episodio tragico. Perché  un solo mese, giugno dedicato  alle diversità di genere? Perché un solo mese, giugno dedicato all’orgoglio? Perché un solo mese, giugno per legittimare l’identità di genere?

Sdoganare, dare voce, solidarizzare: termini accostati alla parola omosessualità, una concessione ad accostarsi sul podio accanto al mondo etero.

C’è bisogno del mese di giugno, per dar voce e affermare un concetto insito nella natura umana.

Lo facciamo un breve viaggio nel tempo? Scendiamo giù, al contrario, nella storia dei diritti LGBT. Ci sarà una sorpresa, all’ultimo gradino

15 marzo 2021“Non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso”, afferma la Congregazione Dottrina della fede

4 novembre 2020: il disegno di legge chiamato DDL ZAN,  approvato dalla Camera dei deputati prevede “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. Ad oggi, incontra l’ostracismo e l’opposizione di parte dei Parlamentari che impediscono l’approvazione della legge.

19 giugno 2018: la transessualità è stata declassificata dai disturbi psichici

17 maggio 1990:  l’omosessualità non è più considerata una malattia mentale dall’Oms

28 giugno 1969:  Nel locale di Stonewall Inn in Christopher Street, nel Greenwich Village di Manhattan, una retata della polizia sottopose gli avventori del pub a umilianti perquisizioni, fatte per accertare che gay, lesbiche, travestiti e transgender indossassero almeno tre indumenti corrispondenti al proprio sesso come prevedeva la legge, dal momento che il dresscrossing — la pratica cioè di vestire al contrario rispetto al genere riconosciuto dalla legge — era illegale.

 colori della bandiera arcobaleno, disegnata dall’artista e attivista Gilbert Baker e dal 1978 simbolo del Gay Pride, vogliono rappresentare proprio questa liberazione, questa gioia di mostrarsi per quello che si è, senza temere pregiudizi, odio e discriminazione da parte della società, che per troppo tempo ha imposto regole e convenzioni su come le persone dovessero comportarsi o vestire,

414 a.c. “ Mi piacerebbe una città in cui il padre di un bel ragazzo mi fermasse per strada per rimproverarmi con aria seccata: ne combini delle belle tu a mio figlio, fanfarone! Lo incontri che esce ancora tutto sudato dal ginnasio, e non un bacio non un complimento un  abbraccio!  Non  gli  hai  nemmeno  accarezzato  i  testicoli, tu,  un  amico  di  famiglia!” Aristofane UCCELLI- (versi 137-142 )